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Linear in Tempi Irregolari

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MichelePanepinto s

 

Ciao ragazzi! Prima di iniziare vorrei ringraziare Luca Capitani, Francesco “Finch” Russo e Planet Drum per avermi dato la grandissima opportunità di scrivere questo articolo.

Al giorno d’oggi, il Rock moderno inteso in tutte le sue sfumature non può fare a meno di tempi irregolari, poliritmia e patterns ritmici ricchi di spostamenti di accento. Quando ero ancora alle prime armi ho avuto la fortuna di conoscere la musica di alcuni artisti meravigliosamente dotati,ma solo dopo diversi anni, un intenso programma di studio e tanta passione, ho iniziato a scoprire quei dettagli distintivi che caratterizzavano la musica di quegli artisti.

E’ molto comune per un musicista durante la propria formazione imparare ad orecchio ritmi e passaggi complicati, ma appena sono stato in grado di distinguere alcuni elementi specifici come cambi di tempo, poliritmie e tutto quello che circonda il meraviglioso mondo della musica, ho scoperto che potevo creare a mia volta ritmi difficili o passaggi complicati e che non c’erano limiti ma solo, come recita uno dei motti di Scuderie Capitani, “idee che muovono altre idee”.

 

Con questo breve articolo vorrei sviluppare lo studio di alcuni linear in tempi irregolari. Lo studio di essi è diventato ormai parte importante del mio modo di suonare, come anche del mio lavoro di insegnamento giornaliero. Ricevo regolarmente richieste da parte dei miei allievi di svelare loro i segreti di questo misterioso mondo ma mi accorgo che alcuni di essi, anche dopo l’approfondimento di questo argomento, hanno una buona conoscenza dei tempi dispari basati sugli ottavi ma si trovano in difficoltà con quelli in sedicesimi; sembra manchi loro qualche aiuto per riuscire ad affrontare e superare con successo questo difficile traguardo. Con i piccoli passi elencati in questo articolo ognuno di voi potrà approfondire l’argomento, cominciando a creare e suonare tempi dispari con suddivisione in sedicesimi.

 

Uno dei metodi da me usati per riuscire ad immagazzinare e successivamente suonare questi tempi (o linear) in maniera scorrevole è quello di studiare figurazioni ritmiche in sedicesimi, cominciando con una semplice battuta di 2/4 (costituita quindi di 8 semicrome) e aggiungere alla fine della seconda quartina un sedicesimo in più, in modo da creare una battuta in 9/16 (Ex. 1).

Attenzione a non suonare la figurazione in esame come una quintina, ma come un tappeto di sedicesimi (magari aiutandosi con vari sticking che ho definito A, B e C).Per non sbagliare vi consiglio di mettere un accento su ogni prima semicroma dei due gruppi da 4 o 5,cosi da avere un punto di riferimento.

Non dimenticate di utilizzare il metronomo (preferibilmente programmabile) ricordando che l’obiettivo è quello di eseguire questi esercizi alla maggiore velocità possibile compatibilmente con la precisione e la pulizia dell’esecuzione. E’ importantissimo anche suonare le figurazioni alla minore velocità possibile sempre con precisione e pulizia di suono (suonare molto ma molto lentamente può essere ancora più difficile che suonare molto velocemente). In generale, meglio 10 bpm in meno che un’esecuzione sporca.

 

Appena avrete raggiunto un’ottima padronanza potrete quindi iniziare a suonare il vostro primo groove seguito dal linear fill in 9/16 (Ex 2). 

Adesso, dopo aver mosso i primi passi, per creare i successivi linear non faccio altro che aggiungere una quartina di sedicesimi per volta alla figurazione precedente, ottenendo così un 13/16 sviluppato sempre su due battute: una di groove e una di linear fill (Ex 3).

Nell’esercizio successivo (Ex 4) aggiungiamo ancora una volta una quartina al precedente: otterremo un ulteriore linear dispari in semicrome,per l’esattezza dalla durata di 17/16. Qui non ho voluto scrivere alcun groove, cercando di farvi interagire già da adesso con la vostra capacità compositiva e cercando di spronarvi a creare qualcosa di vostro (ricordatevi che la successione di gruppi di 4 o 5 sedicesimi all’interno degli esercizi può variare creando altri groove e linear!).

Prima di lasciarvi vorrei dirvi che i linear o groove in sedicesimi non per forza devono essere dispari.Io personalmente mi diverto anche con i numeri pari: nell’ ultimo esercizio (Ex 5) sviluppo un linear in 22/16. Esso è in realtà un passaggio di “The frozen wind”, un brano della mia band, i Vitriol (www.insidevitriol.com).Cercate di capire durante tutta l’evoluzione del pezzo strumentale come ho sviluppato queste  idee. 

MichelePanepinto Esercizio 1MichelePanepinto Esercizio 2MichelePanepinto esercizio 3MichelePanepinto esercizio 4MichelePanepinto esercizio 5

 

Ultimo consiglio è quello di lavorare sempre sulla propria creatività: non frenate la vostra fantasia ma cercate di abbattere qualsiasi ostacolo creando voi stessi dei nuovi groove e fill da inserire nei vostri brani, magari prendendo spunto proprio da questi esercizi.

 

Buon Divertimento e….Prog On!!!!

 

MICHELE PANEPINTO

Michele Panepinto batterista e percussionista, ha studiato presso la Lizard e successivamente presso Scuderie Capitani Music Academy sotto la guida dei maestri Gianluca Capiutani e Ivan Newton.
Dal 2007 è docente abilitato per le Scudeie Capitani, vive nel capoluogo emiliano dove insegna e dirige l'Accademia "Officina Della Musica. Insegna presso la scuola di musica "Mikrokosmos" di Ravenna.Tiene seminari di approfondimento sull'uso della doppia cassa nei vari generi e sui tempi irregolari, collabora come turnista in diversi studi di registrazione.
Suona in svariate formazioni rock, folk, pop e metal tra le quali la band progressive VITRIOL dove è attualmente impegnato in un Tour Europeo per la promozione del loro ultimo lavoro "Into The Silence I sink".

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