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15/03/2011
150° anniversario dell'unità d'Italia
SPECIALE "NOTTE TRICOLORE"
Il 16 marzo 2011 le tre capitali d'Italia - Roma, Torino e Firenze - e tutti gli altri Comuni festeggeranno insieme il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia con la "Notte tricolore". L'evento sarà l'occasione per unire gli italiani in un momento di festa e di riflessione, aspettando l'arrivo del 17 marzo. Sarà possibile visitare musei e luoghi di fruizione culturale e, nelle piazze principali, ascoltare musica dal vivo e guardare i fuochi d'artificio.
L'apertura gratuita dei musei e degli altri spazi culturali a disposizione dei Comuni italiani garantirà la presenza di spazi di aggregazione e incontro a disposizione di tutti i cittadini. Consentirà inoltre ai turisti stranieri di partecipare alle celebrazioni. Si terranno poi concerti nelle piazze pubbliche di tutte le grandi città. Gli eventi musicali all'aperto coinvolgeranno le bande comunali, i gruppi locali, i cori.
Allo scoccare della mezzanotte verrà eseguito pubblicamente l'inno nazionale e, in successione, ci saranno spettacoli pirotecnici per salutare l'arrivo del 17 marzo. In molti Comuni verrà esposto il Tricolore ovunque possibile e in particolare sugli edifici pubblici maggiormente rappresentativi.
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01/03/2011
UFIP Day
con
Alex Barberis
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Andrea Ruta
Dimostrazione dei nuovi set di piatti
Venerdì 11 marzo 2011
Ore 16:00
Musicarte
via Fabio Massimo 35 - Roma
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24/02/2011
Mapex Drums Announces
Lamb of God’s Chris Adler
Eleven City Drum Clinic Tour
Mapex Drums is pleased to announce the upcoming Chris Adler clinic tour, “A Throne with a View” which will take him through the country this winter, beginning February 28th and ending on March 16th, 2011. Adler appeared at the prestigious Modern Drummer Festival in 2005 and performed a “Battle” clinic tour with his brother Willie Adler across Europe in 2008. “A Throne with a View” will be his first and only U.S. clinic tour in 2011.
Adler’s limited appearances are different from many drum clinics. “My goal is to share my experiences on and off my drum kit through interaction with those in attendance. Of course, I will be playing and giving tips, but I will be far more focused on the story that got me where I am than the notion of impressing anyone,” says Chris. He adds, “I've found that most fans and young players want to know how I got to where I am, not the tech specs.”
On this tour, Adler will be playing on the all-new Black Panther “Blaster” drum kit. Mapex introduced the Black Panther Drum Collection in January at the NAMM show in Anaheim, CA and this will be the first opportunity for many fans to see and hear it. The Blaster kit features a unique maple and walnut shell design and is the first in a series of new drum sets based on Mapex Drums’ popular series of Black Panther Snare Drums.
See below for all current clinic tour dates, and watch an example of one of Adler’s aforementioned drum clinics at YouTube.com/AdlerDrums. The tour is sponsored by MAPEX DRUMS, AQUARIAN, PRO MARK, GIBRALTAR, MEINL, and ZOOM (SAMSON).
CHRIS ADLER MAPEX DRUM CLINIC TOUR DATES
2/28 Salt Lake City, UT @ Backbeats Drum Shop
3/2 Bellevue, WA @ Donn Bennett Drum Studio
3/3 Fresno, CA @ Bentley’s Drum Shop
3/6 San Antonio, TX @ Jeff Ryder Drum Shop
3/7 Nashville, TN @ Forks Drum Closet
3/8 Kansas City, MO @ Explorers Percussion
3/9 Memphis, TN @ Memphis Drum Shop
3/10 Kenner, LA @ Ray Fransen Drum Shop
3/14 Plainview, NY @ Original Long Island Drum Center
3/15 Portland, ME @ Drum Shop
3/16 Hollywood, FL @ Resurrection Drums
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Interviste |
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Keith Carlock è un batterista statunitense originario di Clinton, Mississippi. Attualmente risiede a New York City, NY. [1] [2] Ha inciso e girato il mondo in tour con molte star della musica tra cui Sting, John Mayer, Steely Dan, James Taylor, Donald Fagen, Walter Becker, Diana Ross, Faith Hill, The Blues Brothers Band, Leni Stern, David Johansen, Harry Smiths, Richard Bona, Chris Botti, Wayne Krantz, Harry Belafonte, Oz Noy, Clay Aiken, Rascal Flatts, Paula Abdul, and Grover Washington, Jr.
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Gianluca Palmieri |
Roma, 25/02/2011 |
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Stefano nasce a Milano nel 1963, figlio e nipote di Gigi e Carlo primi a fondare una jazz band in Italia nel 1951. Muove i primi passi musicali alla fine degli anni '70 al fianco di artisti storici del jazz nazionale come Paolo Tomelleri, Renato Sellani, Franco Cerri, Sante Palumbo e Gianni Basso. Viene al giorno d’oggi riconosciuto come uno dei batteristi più richiesti a livello nazionale e vanta collaborazioni di rilievo con artisti stranieri tra i quali Clark Terry, Cedar Walton, Harry Sweet Edison, Buddy de Franco, Tom Harrell, Scott Hamilton, Curtis Fuller, Johnny Griffin, Chico Buarque, Chucho Valdes, Bob Wilber, Peter Washington, Sir Roland Hanna, Al Grey, Jimmy Woody, Bob Mintzer e molti ancora. Dall’inizio della carriera, nel 1978, ha all’attivo oltre duecento registrazioni discografiche il che dimostra il suo vivace estro e capacità di adattamento ai vari stili. È ormai conosciuto da tutti come Brushman per la sua tecnica e raffinatezza nell’uso delle “spazzole” . Insegnante di spicco all’Accademia del Suono e nei Conservatori di Milano e Torino, Stefano si è reso disponibile per rispondere ad alcune delle nostre domande.
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Maria Rita Zappalà |
Milano, 17/02/2011 |
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Rubriche |
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In linea con l’onorata tradizione di fare le cose per bene la Hudson Music ha prodotto il DVD "Modern Drummer Festival 2008" come tra i più riusciti della serie.
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Redazione |
Roma, 21/02/2011 |
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A Drummer’s Perspective è una collezione originale e impareggiabile di oltre 200 fotografie pensate per celebrare il mondo della batteria.
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Marco Mammoliti |
Roma, 07/02/2011 |
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M
Moon Keith
Moon Keith
E' una grande vergogna il fatto che, per via della volgare stampa prezzolata, il ricordo di Keith Moon nella mente dei pià sia rappresentato da un flacone di pasticche rinvenuto in una camera d'albergo, invece di essere rappresentato dalla figura di un percussionista di grande talento, il cui stile feroce ha aiutato gli Who a trasformarsi in una delle maggiori rock-band mondiali.
Nato nel 1947, laciò la prima volta a Wmbely, nord di Londra, le sue impronte; Charlie Watts e Ginger Baker vivevano nei paraggi. All'età di 26 anni, quando faceva l'apprendista da uno stuccatore per sei sterline settimanali, avrebbe aspirato a sostituire qualcuno in qualche band che lo avesse voluto.
L'impenditore e percussionista Gerry Evans suonava allora in un gruppo chiamato i Men of Mistery, il cui trucco era quello di camuffarsi in scena. Moon una volta - e solo una volta - ne prese il posto; la mattina seguente i ragazzi fecero un salto a casa di Evans, chiedendo spiegazioni. Indossando il suo completo da 21 sterline laminato in oro, sommamente oltraggioso nel 1962 e che lui perseverava nell'indossare (anche quando andava a fare la spesa), Keith Moon aveva fracassato l'equipaggiamento. Quando lo fece, l'impatto visivo e acustico fu soverchiante - sembrò che stesse suonando tutti i tamburi in una sola volta; il suo fu un furibondo attacco, tumultuoso, torrenziale, serratamente intonato ma del tutto vincolato al contesto di uno stile musicale imprevedibile. Il rullato dei tom-tom non si spegneva nel cozzo dei piatti, suonava le otturazioni con uno stesso metro per non intralciare il passo, e i tamburi soprattutto venivano mossi come strumenti-guida verso la linea frontale.
Moon, a volte, rifuggendo dalle restrizioni imposte al percussionista inteso come chi coglie il tempo, cedette il posto a John Entwistle. Con un simile approccio pieno ed espansivo, Moon non usava gli assoli e non li suonò mai.
La prima batteria di Moon fu una Premier, comprata nel 1961 per 100 sterline; da allora rimase fedele a quella ditta, facendosi pioniere dell'attrezzatura in grande stile e aggiungendo al basilare tamburo doppio i sette pezzi che lui ebbe per primo con gli Who - quasi contemporaneamente Ginger Baker iniziò a suonare una Ludwig doppia.
Uno dei più celebri impianti di Moon fu la sua "Pictures o Lily", una batteria fabbricata su ordinazione; ogni pannello dei tamburi racchiudeva ritratti della suddetta Lily in uan varietà di posizioni - le fantasie masturbatorie della protagonista della canzone che riprendevano vita.
L'attrezzatura di Moon si ampliò sempre di più, al punto da non riuscire a percuotere i tom-tom per via della distanza. Ogni tamburo dovette essere posizionato nell'angolatura esatta e accordato stringendolo, non allentandolo come si + soliti fare nel rock.
Keith Moon morì per "overdose" enl 1978, nello stesso piano d'albergo in cui Mama Cass Elliott era morto quattro anni prima;dimentichiamo però l'immagine del Muppet, le esplosioni, le libagioni, le manie: erano cose di cui Keith Moon non si compiaceva realmente. Lui ebbe una delle più grandi fortune, guidando gli Who, e il posto più sicuro per lui fu necessariamente sul palcoscenico, dove fece del suo meglio - ascoltare The Who Live at Leeds (1970) e udire Keith Moon, il batterista.
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