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HANG-HANDPAN

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HANG-HANDPAN

Sempre più persone, ogni giorno, vengono a conoscenza dell'esistenza di questo meraviglioso strumento, e molte sono le domande che le stesse si pongono relative alla sua provenienza: risale all'antichità? È di derivazione orientale?

Niente di tutto ciò; al contrario si tratta di uno degli strumenti più recenti al mondo (nasce nel 2000) e di derivazione Svizzera (Berna), che nasce con un nome ben specifico e che nel tempo si è esteso, per motivi che vi spiegherò più avanti: ecco a voi l'hang (plurale Hanghang), handpan, pantam o sound sculture.

Uno strumento che ha fatto letteralmente impazzire il mondo: molti musicisti e non, dopo aver sentito il suo suono, se ne sono innamorati ed hanno iniziato a ricercarlo per acquistarlo, senza sapere quanto ardua fosse questa impresa; l'unica ditta che li produceva, la PANArt (da "PAN", padella, termine usato per riferirsi agli idiofoni di metallo intonati), non riusciva a soddisfare la crescente richiesta e a sfoltire la lunga lista di attesa, inoltre la selezione era durissima, i produttori, infatti, non vendevano lo strumento a chiunque ma solo a chi, secondo il loro giudizio, fosse ritenuto più idoneo a possederlo.

Gli artigiani Felix Rohner e Sabine Schärer, che fino a quel momento si erano dedicati all'intonazione dello Steel Drum (strumento a percussione melodico), spinti anche dalla richiesta di un percussionista di avere uno strumento nuovo che mescolasse le sonorità dello Steel Drum con quelle del Ghatam, sperimentarono nuovi metalli per circa un ventennio, fino ad arrivare alla lega metallica di cui è composto oggi, il  "Pang" ("Pang-Blech"), una lamiera di metallo e nitrogeno, prima di arrivare alla versione definitiva dell'Hang, che venne poi presentata alla fiera musicale di Francoforte, nel 2001.

Dal 2001 ad oggi sono stati prodotti diversi modelli di HangHang, ciascuno con caratteristiche proprie:

- dal 2001 al 2005: produzione dell'Hang di "Prima Generazione" in tonalità di sib3, do4, do#4, a cui seguono strumenti con note più gravi: sol3, fa#3 e fa; si ampliano poi le tonalità fino ad arrivare a 45 scale.

- dal 2004 al 2007: aggiunta del "Gudu Hang". Lo strumento, oltre al gu, prevede un secondo foro sul lato della cupola inferiore, che può anche essere tappato con un piccolo cerchio magnetico. Nel gu, invece, si inserisce un cilindro cavo di legno dal nome Dum, che ha il compito di diminuire di una quinta la nota fondamentale dello strumento.

- 2005: produzione del "Low Hang" con scale sempre più gravi, al quale è possibile aggiungere anche il sopracitato dum. Il ding, che può essere fa3, mi3 o mib3, diviene la nota fondamentale della scala. 

- dal 2006 al 2007: commercializzazione dell' hang di "Seconda Generazione", che ha un Re3 come nota fondamentale sul ding, un anello in ottone sulle estremità laterali dello strumento e una qualità sonora più evoluta.

- dal 2008: hang integrale in scala  RE3-la3, sib3, do4, re4, mi4, fa4 e la4 (la prima nota è scritta maiuscola e separata dalle altre, per indicare che si tratta del ding).

- 2009: comparsa del "Free Integral Hang", strumento in re minore intonato liberamente ad "orecchio", senza l'uso di accordatori. Ciò impedisce a questi Hanghang di suonare con altri strumenti ad intonazione fissa: se questo avvenisse si creerebbero i cosiddetti Battimenti, fenomeno che avviene quando due fonti sonore, che dovrebbero avere la stessa frequenza, e quindi vibrare simultaneamente, non sono intonate allo stesso modo.

- Oggi: messa in commercio del Gubal; strumento molto simile all'hang, ma nel quale il ding viene sostituito da un foro superiore e il gu da una cupola.

 

L'hang racchiude al suo interno diversi strumenti a cui i due fisici si sono ispirati per la realizzazione dello stesso:

- lo Steel Drum o Steel Pan (Trinidad - America centrale Caraibica): strumento melodico a percussione, appartenente alla famiglia degli idiofoni; viene ricavato dal bidone del petrolio e percosso con piccoli battenti;

- il Ghatam (India): strumento a forma di anfora senza maniglie e con un foro sulla sommità, generalmente di terracotta o di ceramica, appartenente alla famiglia degli idioaerofoni; è possibile percuotere o il corpo dello strumento con le dita, mettendolo in vibrazione, o l'imboccatura del foro centrale, sfruttando la fuoriuscita dell'aria contenuta in esso, e dando vita al fenomeno denominato Risonanza di Helmholtz;

- l'Udu (Africa): strumento a forma di vaso, simile al Ghatam, ma con un secondo foro laterale;

- il Gong (Sud-est asiatico): grande piatto di bronzo a forma circolare, appartenente alla famiglia degli idiofoni. Può avere un suono determinato, e questo lo differenzia dal Tam-Tam, strumento di derivazione turca, simile al precedente, ma dal suono indeterminato. Entrambi si appendono su un telaio e si percuotono con un mazzuolo e altri tipi di battenti;

- il Tabla (India): strumento appartenente alla famiglia dei membranofoni (strumenti il cui suono è prodotto dalla vibrazione di una membrana tesa). E' composto da 2 tamburi a suono determinato di differenti dimensioni, ed intonati ad un intervallo di quinta giusta l'uno dall'altro.

L' handpan appartiene alla famiglia degli idrofoni, nei quali il suono è prodotto con la vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l'utilizzo di corde o membrane e senza che sia una colonna d'aria a essere fatta vibrare; pesa circa 4 kg, ha un diametro di 53 cm e un' altezza di 25 cm; lo strumento, composto da due cupole sovrapposte, ha forma circolare: nella parte centrale della cupola superiore troviamo il "Ding", una protuberanza che, se percossa, produce la nota più grave del lato superiore. Al centro della cupola inferiore si trova una grande cavità chiamata "Gu": questo foro, percosso con il palmo della mano, diffonde un suono che ricrea quello dell'Udu e del Ghatam, e nello stesso tempo fa risuonare tutte le note della scala, attraverso la propagazione delle vibrazioni.

L' handpan è a suono determinato, cioè produce note intonate, identificabili e ben precise, che determinano la scala di ogni singolo strumento: queste sono posizionate lungo la circonferenza dello strumento, sottoforma di cavità. Nonostante i più frequenti siano gli strumenti a 7 o 8 note, oggi è possibile trovarne anche a 9 o più.

LorisLombardo HandPan1Per suonare lo strumento occorre appoggiarlo sulle gambe o su un supporto (ad esempio un reggi rullante), orientando il ding verso l'alto e percuotendo ogni singola nota (o più note contemporaneamente) con le dita o con i palmi delle mani. Una seconda posizione è quella con il ding orientato verso il basso: questo consente di percuotere il gu e di produrre l'effetto di Risonanza di Helmholtz, più tutte le note della scala. È possibile, infine, orientare lo strumento verticalmente in mezzo alle gambe, così da avere il ding da un lato e il gu dall'altro, e da utilizzare le varie e differenti tecniche che le singole parti dello strumento richiedono.

Si sconsiglia, invece, l'uso di qualsiasi tipo di bacchetta (comprese quelle ricoperte di lana o di feltro utilizzate per marimba o timpani), poiché la troppa forza che l'utilizzo delle stesse implicherebbe, rischierebbe di modificare, e quindi di scordare la nota.

Oggi diverse case produttrici sparse in tutto il mondo hanno riprodotto uno strumento simile all'Hang, apportando diverse variazioni, differenziazioni, evoluzioni e migliorie rispetto all'originale, così da poterlo diffondere e da rispondere alla sempre crescente domanda. Alcune aggiungono alcune cavità sulla parte superiore, fino ad arrivare a 13 cavità; altre inseriscono note molto acute tra la parte superiore (ding) e l'estremità dello strumento; altre ancora estendono la scala inserendo da 1 ad 8 note nella cupola inferiore; altre sostituiscono il ding con una rientranza; altre ancora creano uno strumento simile al gubal ma senza cupola inferiore, quindi con un foro al posto del ding.

Il nome attribuito ai vari strumenti, tuttavia, non poteva essere "Hang", poiché il marchio stesso, registrato dalla PANArt, doveva e poteva essere utilizzato soltanto per gli strumenti da lei stessa realizzati; così abbiamo l' Halo americano, il BElls spagnolo, lo Space Drum francese, il Bali indonesiano, il Disco Armonico italiano, l' Innersound e il Caisa tedeschi, l'SPB russo e molti altri.

Tuttavia fu necessario trovare un nome che indicasse la grande famiglia di questi strumenti, sia quelli prodotti dalla ditta madre, che quelli realizzati dalle altre ditte. Dopo diverse difficoltà create dalle varie case produttrici che miravano a tutelare il proprio strumento, giudicandolo unico e non inseribile all'interno di una categorizzazione, la Pantheon, azienda costruttrice dell'Halo, gli attribuì il nome Handpan (handpans al plurale). A seguire il nome Pantam, probabilmente di derivazione russa e Sound Sculpture, attribuito dalla stessa PANArt.

L' Handpan è uno strumento molto delicato che necessita di alcuni piccoli accorgimenti affinchè venga ben conservato: 

- accordare periodicamente lo strumento per la salvaguardia dell'intonazione;
- evitare l'esposizione al sole e all'acqua;
- eliminare, al termine di ogni utilizzo dello strumento, l'acido contenuto nel sudore delle mani, unicamente con un panno antigraffio;
- prevenire la ruggine passando occasionalmente un antiossidante (privo di acqua) sullo strumento di tanto in tanto;
- proteggerlo da cadute e colpi accidentali utilizzando custodie rigide ed impermeabili, come quelle prodotte dalla ditta Hardcase Technologies, ottime anche per il trasporto in aereo.

Oggi l'Handpan è davvero diffuso ovunque, e da tutto il mondo accorrono musicisti e non ai numerosi festival e raduni dedicati a questo strumento così giovane, ma già così amato e ricercato. Io stesso ho avuto l'onore di suonare in vari festival, tra questi il più famoso l'HangOutUk di Londra, esperienza che non dimenticherò mai. Per sentire il suono dello strumento v'invito a vedere il video del mio spettacolo HANDPAN & PERCUSSIONS CONCERT, dove miscelo l'handpan con percussioni derivanti da varie tradizioni del mondo:

https://www.youtube.com/watch?v=DjzY5BQ_Boc

Vi saluto e vi ricordo che per ulteriori informazioni potete contattarmi alla seguente e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Alla prossima e buona musica ;) .

Loris Lombardo

www.lorislombardo.it

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