Srdjan Ivanovic – Cosmogonie: la poesia del tamburo tra mito e groove
(Rue Des Balkans / L’Autre Distribution, 2026)
Srdjan Ivanovic – Cosmogonie: la poesia del tamburo tra mito e groove. In un’epoca musicale dominata dall’urgenza del “tutto e subito” e da frammenti d’ascolto di pochi secondi, ascoltare un lavoro ideato come un’unica, grande suite organica è un atto di coraggio e purezza artistica. Con Cosmogonie, quinto album del suo Blazin’ Quartet, il batterista e compositore Srdjan Ivanovic sceglie di prendersi il tempo che serve: 48 minuti divisi in 13 tracce che ripercorrono la mitologia greca della creazione del mondo. Da batterista, approcciarsi a un disco del genere significa osservare come lo strumento ritmico possa farsi narrazione pura, senza mai cadere nella trappola del virtuosismo fine a se stesso.
La visione ritmica e il sound
Ciò che colpisce fin dalle prime battute è l’uso dello spazio e del colore da parte di Ivanovic. Il batterista bosniaco di nascita, greco d’adozione e parigino di residenza porta nel suo drumming l’intersezione profonda tra Oriente e Occidente. Il suo groove non è un semplice “tenere il tempo”, ma una trama dinamica, densa di sfumature balcaniche, metriche dispari interiorizzate con naturalezza e un gusto timbrico raffinato.
In Chaos (traccia d’apertura ideata insieme alle letture elettroniche e alla tromba di Andreas Polyzogopoulos), la batteria detta un’atmosfera sospesa e primordiale. Il rigore tecnico emerge prepotente e viscerale nel brano solista Hécatonchires (1:13 di pura energia percussiva e poliritmica), dove le percussioni e le bacchette evocano visivamente la figura mitologica dai cento brani
Un dialogo a quattro dimensioni
Il Blazin’ Quartet si muove come un unico organismo sonoro. La sezione ritmica formata da Ivanovic e dal contrabbassista bulgaro Mihail “Misho” Ivanov garantisce una spinta costante ma elastica, capace di passare dalle tensioni scure di Nyx & Érèbe al respiro fluido di Éther & Héméra. Sopra questo tappeto sonoro, la chitarra dell’italiano Federico Casagrande e la tromba di Polyzogopoulos ricamano linee melodiche liriche ed evocative, trovando punti di forza eccezionali sia nei momenti d’insieme sia negli episodi solistici (come l’intima parentesi di Casagrande su Tartaros).
Srdjan Ivanovic – Cosmogonie: la poesia del tamburo tra mito e groove.
Un album colto
Registrato magistralmente presso lo Sierra Studio di Atene, Cosmogonie è un album da ascoltare dall’inizio alla fine, rigorosamente al buio o con un buon paio di cuffie da studio. Ivanovic dimostra come la batteria possa guidare un ensemble jazz-world contemporaneo con grazia, dinamica e un profondo senso della misura. Un lavoro consigliatissimo per tutti i batteristi che vogliono capire come far “cantare” e “raccontare” i propri tamburi
