Virgil Donati

I piedi più veloci del mondo

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In Australia, Virgil Donati si è affermato tra i migliori batteristi, sia turnisti che live, iniziando la sua carriera con i Loose Change e gli On the Virg, con i Southern Sons (un gruppo pop-rock) e molti altri tra i quali Tina Arena, Tribal Tech, Scott Henderson, Branford Marsalis.
Ha iniziato a studiare batteria quando era molto piccolo e, infatti, già a tre anni, possedeva un suo drum set. Questo, insieme alla sua estrema disciplina nello studiare ed alla voglia di emergere e divincolarsi dai limiti imposti dalla sua patria, lo hanno portato negli Stati Uniti dove ha conosciuto Derek Sherinian.

 

 

Virgil Donati

I piedi più veloci del mondo


In Australia, Virgil Donati si è affermato tra i migliori batteristi, sia turnisti che live, iniziando la sua carriera con i Loose Change e gli On the Virg, con i Southern Sons (un gruppo pop-rock) e molti altri tra i quali Tina Arena, Tribal Tech, Scott Henderson, Branford Marsalis.
Ha iniziato a studiare batteria quando era molto piccolo e, infatti, già a tre anni, possedeva un suo drum set. Questo, insieme alla sua estrema disciplina nello studiare ed alla voglia di emergere e divincolarsi dai limiti imposti dalla sua patria, lo hanno portato negli Stati Uniti dove ha conosciuto Derek Sherinian.
La sua specialità sono i piedi. L’estrema velocità unita all’altissima tecnica, sia con il doppio pedale che con il singolo, gli permettono di suonare complessi ostinato ad altissime velocità effettuando in contemporanea dei solo con le mani.

Lo abbiamo incontrato a Roma presso l’Alpheus grazie alla solida e costante collaborazione che ci lega all’Università della Musica (ed alla disponibilità e gentilezza della dolce Lidia) ed abbiamo posto alcune domande al simpatico Virgil partendo proprio da questi famosi piedi:virgil3

Planet Drum – Sei, tra i batteristi di tutto il mondo, conosciuto come un tecnico ed un virtuoso e non è un segreto il fatto che siano stati i tuoi piedi a darti la maggiore notorietà sia in Australia che in tutto il mondo.
Come hai ottenuto questa tecnica e questa velocità incredibili?

Virgil Donati – È molto semplice. Io ho iniziato sin da piccolo a studiare la batteria, ma come me tanti altri lo hanno fatto. Quello che veramente serve è un lavoro molto duro e molta dedizione. Ma soprattutto una mente creativa. E’ determinante avere delle idee leggermente differenti dalla genericità, dai luoghi comuni che ci guidano per gran parte della vita, dall’usuale modo di suonare. Io credo che questa sia la cosa che faccia veramente la differenza: applicare idee creative al modo di suonare. Conosco molti musicisti che hanno una tecnica eccezionale anche migliore della mia, ma è il modo di come vengono applicate le idee, di come con queste ti dedichi al drum-set. Questo è veramente importante! Le idee musicali!

Planet Drum – Una leggenda che gira tra i batteristi di tutto il mondo dice che tu hai ricevuto il primo drum-set un mese prima che compiesti il terzo compleanno. È altrettanto noto che tu sia un musicista ed un batterista iper disciplinato che chiede a se stesso degli standard elevatissimi. Leggende a parte come si definisce Virgil Donati come uomo e come batterista?

Virgil Donati – Vedi io mi sono sempre dedicato molto alla mia professione prendo il lavoro molto seriamente come faccio con le cose della mia vita. Se devo fare una cosa mi piace farla fatta bene. Il ritmo e la musica mi hanno interessato sin da giovane e mi piace dedicarmici nel miglior modo possibile. Ci sono molte persone che lavorano duramente nel loro campo, non sono famose nel mondo, non gli fanno interviste e dedicano parte della loro giornata alle cose private della loro vita. Io come loro ho comunque tempo da dedicare alla mia persona ed alla mia vita. Faccio le stesse cose che fanno tutte le persone normali. Mi piace correre sulla spiaggia, andare in montagna, vedere la televisione, cose normali. Nonostante tutto lavoro duramente per mantenere certi livelli che ti permettono di mantenere degli standard qualitativi alti. Ma lo faccio con passione e amore, non mi stanca e per me questa è una fortuna.

Planet Drum – Da quando ti sei trasferito negli Stati Uniti hai suonato con i Planet X, il gruppo prog-metal di Derek Sherinian ed hai avuto molti lavori come solista in giro per gli States dettando nuovi standard qualitativi negli studi di Los Angeles. Che cosa ti ha spinto a trasferirti negli Stati Uniti e come sono gli States rispetto al tuo paese d’origine?

Virgil Donati – Come sai ho passato la maggior parte della mia carriera in Australia. Purtroppo è un posto molto isolato e per me non c’era più un luogo dove poter portare la mia musica. Uscire dai confini australiani senza muovermi fisicamente era impossibile, così ho avvertito la necessità di espandermi, di uscire fuori e presentarmi al mondo. Ho creduto che l’unico posto in cui potevo fare ciò erano gli Stati Uniti, un paese aperto e dinamico dove puoi emergere se hai le carte in regola. Questo è il motivo principale per cui mi sono spostato e ne sono felice altrimenti non sarei qui questa sera (risate).

Planet Drum – Ti manca l’Australia?

virgil4Virgil Donati – Ho molti ricordi e molti amici in Australia ma me ne sto facendo di nuovi in America. Questo è il modo in cui io vedo la mia vita da musicista. A me piace viaggiare molto e mi piace registrare i pezzi da me composti. Un giorno sono seduto a comporre un pezzo e dopo due mesi il mondo intero lo ascolterà. Questa è un’opportunità che non avevo in Australia. Questa è la differenza più grande. Sai è molto gratificante ed eccitante sapere che questa musica che io ora ascolto nella mia testa potrà essere nella testa di chiunque altro, ovunque esso si trovi ed in breve tempo. Questa è la più bella sensazione che si può provare al mondo.

Planet Drum – E non è poco!

Virgil Donati – Certamente no, è un’esperienza, una sensazione che provi dentro che non puoi spiegare. Tu crei qualcosa che prima non esisteva ed in poco tempo hai la possibilità di condividerla con il resto del mondo. Se vivi con questi stimoli nessuno potrà mai fermare i tuoi sogni.

Dopo questa chiacchierata Virgil ci ha entusiasmati con una clinic dove ha presentato e mostrato alcuni modi alternativi di suonare grooves ed alcuni esempi presi da “Moonbabies” e “Ground Zero”, per poi deliziarci con un concerto da brividi con Tony Macalpine e Philip Bynoe.
Ciao e a presto.
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Categorie: Interviste