Come la memoria di un pesce rosso

Lesson2-PesceRosso

Come prima cosa vorrei chiederti se hai praticato l’esercizio “Practise Sprint” che ho introdotto nello scorso articolo. Lasciami dire che è importantissimo che ciascun esercizio che ti proporrò, venga provato e sperimentato sul campo. Solo attraverso l’esperienza derivata dalla pratica sarai in grado di interiorizzare le varie tattiche e farle diventare parte del tuo bagaglio personale.

Ma adesso bando alle chiacchere e iniziamo, come promesso, con il primo step del percorso che ti ho introdotto: La Teoria

Come la memoria di un pesce rosso

Lesson2-PesceRosso


Ciao e bentornati al secondo appuntamento! 

Come prima cosa vorrei chiederti se hai praticato l’esercizio “Practise Sprint” che ho introdotto nello scorso articolo. Lasciami dire che è importantissimo che ciascun esercizio che ti proporrò, venga provato e sperimentato sul campo. Solo attraverso l’esperienza derivata dalla pratica sarai in grado di interiorizzare le varie tattiche e farle diventare parte del tuo bagaglio personale. 

Ma adesso bando alle chiacchere e iniziamo, come promesso, con il primo step del percorso che ti ho introdotto: La Teoria

LA TEORIA
Sì, lo so che starai storcendo il naso perchè vuoi arrivare subito al dunque, ma rimani con me anche in questa parte perchè getteremo le basi per comprendere come applicare al meglio gli step pratici ed elimineremo alcuni dei luoghi comuni che siamo soliti sentire circa studio, pratica e apprendimento!

L’Apprendimento
Fino a poco tempo fa si credeva che il patrimonio di neuroni e connessioni del nostro cervello non solo rimanesse fisso, ma anzi, che si deteriorasse col tempo. Quante volte abbiamo sentito: “sono troppo vecchio per imparare a suonare”, “se solo fossi più giovane potrei imparare più velocemente”, ecc. Recenti ricerche (es. Draganski, 2006) hanno dimostrato come il nostro cervello non sia un apparato statico, anzi! L’apprendimento di qualcosa di nuovo genera una modifica e un arricchimento del nostro cervello (o meglio di alcune parti, come l’ippocampo) che fisicamente muta e ingrandisce…nonostante l’età! Quindi, non preoccuparti se pensi di essere troppo “vecchio” e di non riuscire ad apprendere qualcosa di nuovo…non è così!

Soglia di attenzione
Quando chiedo ai partecipanti alle mie masterclass di Organizzazione dello Studio quanto pensano di riuscire a rimanere completamente focalizzati su un compito, ricevo risposte diverse che variano dai 10′ ai 30′.
La soglia di attenzione è qualcosa di dinamico che può risentire di molti fattori: la difficoltà del compito, la stanchezza, l’abitudine a rimanere concentrati, ecc.
Tuttavia, uno studio della Microsoft Canada ha messo in evidenza un calo della soglia di attenzione nell’uomo di 4 secondi dal 2000 ad oggi passando da…12 a 8 secondi!!! Te lo aspettavi? Io no di sicuro! E lo studio continua dicendo che persino il pesce rosso ha una soglia di attenzione migliore della nostra con un più che onesto 9 secondi! 🙁
Come se non bastasse, a volte, la tecnologia non ci viene in aiuto: è stato stimato come ricevere una notifica o una telefonata mentre si studia, aumenti del 25% la quantità di tempo impiegata per il completamento del compito stesso. Vuoi ottenere di più dalla tua pratica quotidiana? Prova a mettere in modalità off line il tuo cellulare…ti garantisco che avrai delle bellissime sorprese solo con questa tattica!
Ma ritornando a quanto detto prima sulla soglia di attenzione, cerchiamo allora di sfruttare a nostro vantaggio un punto debole. Come? Lo scoprirai tra poco!

Gestione del tempo
Le sessioni di studio meno proficue che ho svolto sono proprio quelle in cui avevo davanti a me una grande quantità di tempo disponibile. E’ mai capitato anche te? Sono sicuro di si! Proviamo a capire il perchè.
“La Legge di Parkinson” è un saggio scritto da C. N. Parkinson e pubblicato alla fine degli anni 50′. In breve, l’autore spiega come: “Il lavoro si espande fino a occupare tutto il tempo disponibile; più è il tempo e più il lavoro sembrerà importante e impegnativo”.

Come può esserci utile questo assunto? Beh, potremmo girarlo a nostro favore, pensando come con meno tempo a disposizione, si possa essere più efficaci ed efficienti, ottenendo di più! (Ricordi l’esercizio “Practise Sprint”?)

Visto? Non è stato poi così lungo e difficile, ma spero tu abbia letto con attenzione quanto ti ho esposto in questo articolo.

Prima del prossimo, in cui entreremo nel vivo con LE TATTICHE, vorrei chiederti di fare qualcosa che ti servirà come punto di partenza per la creazione del tuo piano di studio personale.

Acquista un quaderno o un taccuino e, se già non lo fai, annota la data di ciascuna sessione di studio e il tempo dedicato a ciascun argomento. Ogni GPS, per funzionare correttamente e portarci alla destinazione desiderata, necessità di collegarsi al satellite e rilevare la posizione attuale; solo così potrà ricercare la strada migliore per portarci dal punto A a quello B. Con il monitoraggio della tua situazione attuale farai proprio questo: rileverai la tua posizione…fidati, sarà tempo ben investito! 🙂

Alla prossima!